Poesie

Aquila

Seguiamo la voce nelle tenebre
Ci domandiamo chi suona,

Ma la pipa non dice nulla
E allora pariamo con esitazione

Nell’acqua ci riavviciniamo, nell’acqua
Ci rassomigliamo ci metamorfosiamo

Il desiderio ci spinge a guardarci
Allora beviamo un goccio di vino

Accendi il lume
Per rinnovare il banchetto
Il tempo esisteva già prima dell’ attitudine dell’uomo ad addomesticarlo

Nel lago profondo dei nostri occhi
La luce c’è
Avvinta alla carne
Alla pelle del collo
Cercando le tue piume, tu cerchi le mie
Il peggio è che manchiamo di spinta
Invece il pellegrino si fa aiutare dal pellicano o dall’aquila,
Invece le nostre coscenze sono perse nell’ uragano delle nostre conoscenze,
Come tappi gallenggiando tacitamente gli animi sono dei tamburi battenti
Pietre suonanti

MG

Tempo infinito

La sincronicità nelle nostre vite

seguendo il tempo dato dal ritmo dei sussulti

della pietra inamovibile coperta di muschio

semplicità di parole che costruiscono la complessa geometria astrale

esplorando i limiti verso gli infiniti

di quello che sentiamo per essere quello che non siamo

fusi nella trasformazione alchemica dei nostri animi sorridenti

da quando siamo passati nella morte apparente per rinascere

MG

Pathos

Nel tempo del dolore
Non c’è canto
Il sole brucia
L’odio si placa nel vuoto

Il perdurare della sofferenza è come un viandante stanco

Solitudine dell’essere
traversato dalla luce oscura del cosmos parallelo
librato al vuoto
profano all’universo
cieco nell’anima
morto prima di nascere

polvere celeste d’artifizio
il cerchio col suo centro
siamo nati dallo stesso granello
nessun occhio può esaltare
la profondità del nulla

ci si ritrova sparsi
attirati verso la vertigine astrale dell’infinito
dove c’è l’altra parte di noi

la gioia potrebbe rompersi
ad ogni sbadiglio dell’infinito

Gerusalemme libera

nelle lacrime della pioggia  è l’essenza della vita

il dolore  è il vagito del tuono

nella tempesta furiosa degli uomini

non c’è più pace per l’amore

la disperazione mangia la polvere che ricopre il sangue versato invano

MG

Specchio

L’arte è uno specchio
Ciò che è vile per l’uomo stolto

Il topo (rat-art) è fondamentale per l’arte dell’uomo superiore
Ha la visione del tutto
Dal basso all’alto dal buio al chiaro
La chiaroveggenza dell’ artista dopo che ha acquisito la visione unica

Fermare il tempo
Piegato a ventaglio
Che singhiozza
Sputando il sangue
Putrefatto dei suoi
Sovrani arcani
La causa nello spazio
Impossibile
Vano il catturarlo
Tempo provvisorio fatto di fututo eleva il fiato vitale

In sincronicità

Il mortale tende il suo braccio
Come se la mano e l’ombra della sua mano
fossero state create per accompagnarsi
E riunirsi nell’ uno
L’ opera si svela nell’ ombra

Ne parle pas des tempêtes
Dans la guerre des vagues
Des pulsions bruyantes

Ne perd pas l’espoir
Suivons nous dans la lumière
Qu’on chante
La vie c’est le rêve de la mort

MG

Le cose mutanti

La città dei contrasti
Ove l’ immaginazione scalza l’intelletto
Non parole, non gesti
Le bolle di essenze formano la poesia pura
La perfezione non esiste
Solo l’equilibrio dato
Da un’ armonica disposizione
Della forma e del suo contenuto
Nello spazio micro e macro
Tangenti astrali e terrestri

L’odore fresco dell’ erba solare cosparsa di rugiada di maggio
L’acerbo odore di essenza di luce
Il netto aroma dell’ombra nera
Come un caffè freddo
La sensazione d’ appartenere all’essenza cristallizzata delle cose

L’anima del mondo
Respira sulla terra
I tempi sono mutanti
Come una parabola che si biforca all’ infinito

MG

Cronos

Il tempo e una culla immortale per i mortali
Voragine presente , futuro e passato

Degli adesivi per fermare i mali dei paesi in difficoltà

Due ali di zucchero per attraversare il mondo

Nella goccia di rugiada
Una goccia di tempo

Il tempo e impenetrabile
Il vecchio ingovernabile
Il vecchio saturno, nostro padre
L’ amore inimmaginabile
Al di là dei nostri limiti

Croce sublime
Dai sogni risplendi
Nel nero zero
In corpo unisce
Il sole e la luna
Nell’ umana specie
Forgi l’ anima con
l’acqua mattutina
il fuoco dello spirito –cosciente
nella materia eterna
gli astri si fissano
i metalli saturano
nel moto libero
e perpetuo
lapis di fango
lacrima di sangue

CORVO

Aggrappata al manto della notte, natura nera

Per metà nell’ aria e metà nella terra

Natura rossa risplendente

Legata all’ala piumata di corvo,

Nella notte il pensiero più leggero s’evapora

Dalle fluide lave perenni d’estinti vulcani.

MG

Aldilà della coscienza

La morte, la madre oceano di sogno, ogni notte, senza frontire ne limiti.
La morte non è nelle tombe.
La morte sotto la pelle.

Il tempo si rinnova e si dilata nei sogni passaggio negli altri mondi,
tra lo spazio e la materia.

MG

La perdita del futuro

Negli occhi della notte,
la bocca assetata di technicolor,
si apre tridente per alzare le ali della fantasia,
veritas dal mare,
dove gli esseri sono immagini di silenzio,
forme create dal fuoco, luce delle essenze.

Quante pietre di dolore dovremmo ancora sollevare
prima che giunga il momento
di contemplare lo spazio interstiziale, dove l’ uomo è nato
e vuole ritornare
ancora quanto sangue si dovrà versare
per dissetare il delirio umano,
la vita di fuochi spenti,
di esseri senz’anima,

sperare dormendo che il mondo cambi,
consolazione ingiusta per tutti quelli che,
non possono più dormire,

l’arte effimera si posa la notte
all’interno delle palpebre.

Cercando di filare il tempo
andiamo inesorabilmente verso il vuoto.
Quando ci si addormenta,
l’anima si abbraccia alla notte,
l’orchestra dei numeri-immagini si mette a suonare.
Credo che possiamo comunicare
con le vibrazioni dell’acqua.

La mia sofferenza
è al confino,
alla deriva del mondo visibile.

Essere come un uccello,
tirarmi le ali ogni mattino,
nella piena luce del sole.

La coscienza è aperta nello spirito.
L’ascesa verso la conoscenza
è fatta di salti incoscienti
nei meandri dell’ incommensurabile astrale,
dove risiede il fuoco bianco invisibile.

Una pressione dall’esterno
cerca d’invadere l’ interno.

L’impressione dall’interno,
in espansione branchiale
verso l’esterno della coscienza,
tocca l’assoluto
magma vibrante
della conoscenza superiore ,
la pressione si fa strada sulla materia,
le forme simboliche prendono vita,
il fuoco sacro è acceso.

La coscienza superiore è aperta allo spirito,
l’ascesa verso la coscienza è eterea,
il tempo ingrandendo lo spazio si contrae.

L’ascesa è fatta
di salti incoscienti
nei mondi innominabili,
nell’incommensurabile spazio aldilà…

O morte, vecchio capitano
È tempo, leviamo l’ancora,
questo paese ci annoia.
O morte, andiamocene !

Se il mare e il cielo sono neri
come l’ inchiostro,
i nostri cuori , che tu conosci
sono pieni di raggi.

Versa il tuo fiele
perché ci riconforti;
noi vogliamo
che questo fuoco
ci bruci il cervello.

Se con il respiro potessi trasportare le nuvole,
cavalli alati lotterebbero all’orizzonte,
contro il dragone triste,
per liberarmi l’anima.

La luna è crescente
e non è stanca di sognare.

La distanza danza con il tempo,
lui ci ruba lo spazio eterno,
tirato tra il presente prossimo ed il futuro.
Sospensione gassosa, compressa,
dove l’universo parallelo trova spazio tra le fauci della notte.
Dove, per assenza solare
i fantasmi di altre vite si moltiplicano.

I sogni soggiogano la meschinità del presente,

formato dell’attimo cosciente
alla quadratura terrestre
Nel vortex stratosferico
di un presente incondizionato
Dove l’essere può ritrovare
la libertà totale
e non clonaggio molecolare.

Nello solitudine dello spazio riempito di luce,

il tempo consuma la pietra,
per bruciare il fuoco atavico,
secreto dal suo animo duro,

così come cera ci consumiamo, noi mortali,
dall’alba al tramonto, trascinando le nostre ombre,
gli incontri più fervidi si fanno la notte,
al di là del muro di coscienza,
su di un alto livello di ascolto,
la realtà assorbe le linee di fuga immaginarie,
scorci prospettici aperti su orizzonti infiniti,
immersi occhi che si guardano esplorando i pieni e i vuoti,
le luci e le ombre,

dove il tempo non esiste, annullato nello spazio,
dove nasce il bagnato,
dove si appoggiano le cose,
lo spazio tra esse, il silenzio del vuoto,
che poi è già pieno,
ciò che attende di diventare forma…
e tutto il resto di ridiventare niente

Croce sublime.
Dai sogni risplendi.
Nel nero zero, il corpo unisce, il sole e la luna.
Nell’umana specie, forgi l’ anima con
l’acqua mattutina, il fuoco dello spirito –cosciente.
Nella materia eterna, gli astri si fissano,
i metalli saturano, nel moto libero
e perpetuo,
lapis di fango
futura lacrima di sangue.

MG

RITMO

Pagine d’acqua per inventare il passato
la vite scorre nell’ oro
le nuvole ne sono la trama nel cielo
tracciata ad ogni apparizione dell’ astro luminoso
ad ogni soffio di vento
in ogni goccia di pioggia
l’ idea di vuoto senza spazio non temo
poli crescenti della coscenza
il vuoto si manifesta nel pieno
gli opposti ingredienti, le essenze e le sorgenti del fuoco
sono energie pure di sensi

il ritmo del tempo che sfugge
eco
il tempo è una piaga un suono un grido
il tempo è un vagito che propaga energia
ritmo sofferto, anello infuocato
il tempo ritma la tristezza umana
supporto sonoro che dona il ritmo

MG

MARE suicide

non posso sperare nel mare
la sua forza è tenace
infuocata lava di litantrace
potessi sprofondare nel magma primordiale ripartire dal nulla
dal vuoto del nettare astrale
per dipingere il ritorno di parole puramente bicolore

trafitta al cuore
nel momento cruciale
salgo delle scale dorate

il sapore del sale
amaro cadere nel vuoto fermando le ali nel mare
al tempo dell’ unione
allora
affogare nel piacere dell’acqua
per rilevare con poco
i giorni in cui ci si faceva male

non c’è scampo
la tristezza inghiotte i miei stracci

i pesci solo i pesci sono immortali
ora non farò male
ora le onde dell’ anima
si placano vinte

il suono scompare`nel freddo abissale
senza più cantare

MG

STELLA

il sole che nasce ogni giorno
vorrebbe cancellare le notti spietate

i sogni si sciolgono all’alba
per librarci alla realtà umana
non si può tacere all’ipocrisia
ma forse è meglio lasciarsi
portare nel presumibile nulla
ove s’ode la musica

non ho parole
in questo silenzio
nero
non c’è quasi luce
dove sono i giorni
di gioia
le corrispondenze
scomparse
i discorsi non sono più pieni

MG

ALI

cadere nel vuoto fermando le ali
nel mare àl tempo dell’unione
affogare nel piacere
di acque primordiali

essere nulla nel niente
goccia di essenza ancestrale
uguale a ogni cosa reale

affogare nel sangue versato
l’odio di un’esistenza assurda
l’essere è sempre pronto a sopraffare

lasciarsi dominare dal mare
e non dal suo male
cieco il suo animo….

MG

SAL-ELISIR

nelle sue mani era il segreto
della vita

ora voli nella mia mente nera

non posso sperare nel mare
la sua forza è tenace
infuocata lava di litantrace

potessi sprofondare nel magma
primordiale

ripartire nel nulla
dal vuoto nel nettare astrale

per dipingere il ritorno con
parole variegate

il sole che nasce ogni giorno
vorrebbe bruciare i sogni
variopinti di una vita

in quel momento cruciale
resto trafitta al cuore
salgo le scale dorate
al sapore amaro del sale

Tutto cio che non arriva alla stato cosciente ritorna sotto forma di destino

MG

Valzer delle genti dannate

La vita è un tappeto di fiori delicati e effimeri calpestato
L’organetto risuona la stessa musica
Il povero chiede un pezzo di vita a chi ne ha troppa da perdere
Il vecchio dondolando la sua colonna stanca cammina oramai nelle nuvole
Morso dalla vipera l’indiano della città infuocata getta lontano il silex nero

……..

Un uomo vomitava la vita nel metrò
L’alcol l’agitava come il mare in tempesta
Ideali di speranze perse nei vapori etilici
Il dolore di essere misero sempre

La danza macabra negli occhi velati dalla velocità che annulla l’istante.
……..

La pierre est aux oiseaux
Comme la terre est au ciel
Les tenebres mercurielles à la lune
Les guerres sulfureuses au soleil
Le partage des forces opposées
La propulsion necessaire pour sublimer
L’homme et la femme
Les outils ataviques du desir de connaissance

MGP